Il luogo dei colori perduti

13,52

Innanzitutto cos’è?

È un libro, uno particolare.

Una raccolta di racconti, a volte brevi, a volte brevissimi.

Perché ne parlo?

Beh sì è vero, l’ha scritto Matteo Scarpa, ed è un amico, ma no, non è questo il motivo. È ciò che mi ha fatto trovare che fa sì che ve ne parli: pennellate di immagini che si amalgamavano riga dopo riga, racconto dopo racconto. I suoni: quelli delle parole dei protagonisti, siano essi pirati d’Istria o libri sugli scaffali di una libreria o anche una tv accesa noncurante in sottofondo, un brano di Zappa o una suoneria di cellulare (che poi importa se la senti oppure no?).

L’overture: un racconto dalle atmosfere dichiaratamente Edgardiane, ma che a me, lo confesso, a fatto balzare subito in mente la taverna del villaggio La Mort Rouge di The Scarlet Claw, vecchia pellicola del 1944.

E poi?

E poi c’è tutto quello che possiate volere, da Flatlandia (sempre un buon momento per rileggerlo e se non l’avete mai fatto rimediate!) alla Renault 4 di Aldo, dal Montana alle tette, dalla Polinesia Francese agli occhi verdi di Eva. Già, Eva la voglio citare, perché in quattro righe si attraversano decenni di scrittori che non citerò, a voi il gioco di scoprirli.

E poi?

E poi i colori ovviamente!

Già ma quali colori mi son chiesto?

Sì perché leggendo tutto il libro, riga per riga, le pennellate a cui vi accennavo sopra mi parevano più grigionere, fumose, malinconiche, giust’appunto il bianco delle spiagge di Tahiti forse…e quindi i colori???

Ah giusto, che sciocco…questo è il luogo dei colori perduti…e ciò che io ho trovato è il verde.

Il verde degli occhi di Eva.

 

AL MOMENTO NON DISPONIBILE IN LIBRERIA RIBELLE, PUOI COMPRARLO SU AMAZON ANCHE IN VERSIONE KINDLE

 

AMAZON KINDLE

 

Autore: Matteo Scarpa

 

 

COD: ‎9798700369398 Categorie: , ,

Descrizione

Innanzitutto cos’è?

È un libro, uno particolare.

Una raccolta di racconti, a volte brevi, a volte brevissimi.

Perché ne parlo?

Beh sì è vero, l’ha scritto Matteo Scarpa, ed è un amico, ma no, non è questo il motivo. È ciò che mi ha fatto trovare che fa sì che ve ne parli: pennellate di immagini che si amalgamavano riga dopo riga, racconto dopo racconto. I suoni: quelli delle parole dei protagonisti, siano essi pirati d’Istria o libri sugli scaffali di una libreria o anche una tv accesa noncurante in sottofondo, un brano di Zappa o una suoneria di cellulare (che poi importa se la senti oppure no?).

L’overture: un racconto dalle atmosfere dichiaratamente Edgardiane, ma che a me, lo confesso, a fatto balzare subito in mente la taverna del villaggio La Mort Rouge di The Scarlet Claw, vecchia pellicola del 1944.

E poi?

E poi c’è tutto quello che possiate volere, da Flatlandia (sempre un buon momento per rileggerlo e se non l’avete mai fatto rimediate!) alla Renault 4 di Aldo, dal Montana alle tette, dalla Polinesia Francese agli occhi verdi di Eva. Già, Eva la voglio citare, perché in quattro righe si attraversano decenni di scrittori che non citerò, a voi il gioco di scoprirli.

E poi?

E poi i colori ovviamente!

Già ma quali colori mi son chiesto?

Sì perché leggendo tutto il libro, riga per riga, le pennellate a cui vi accennavo sopra mi parevano più grigionere, fumose, malinconiche, giust’appunto il bianco delle spiagge di Tahiti forse…e quindi i colori???

Ah giusto, che sciocco…questo è il luogo dei colori perduti…e ciò che io ho trovato è il verde.

Il verde degli occhi di Eva.