Stidduzzu 1908 – Il Figlio delle Stelle

13,00 

A metà strada tra leggenda e fantasia, il libro racconta, attraverso gli occhi di due adolescenti del 2000, la storia di un giovane vissuto nei primi anni del ‘900 che, secondo la tradizione orale locale, avrebbe preconizzato il terribile Terremoto che devastò la città di Reggio nel 1908.

Soprannominato “Stidduzzu” perché soleva trascorrere le sue notti nella contemplazione assorta delle stelle, e per questo stesso fatto emarginato e umiliato dai suoi compaesani che lo trattavano alla stregua del classico “scemo del villaggio”, vedrà il suo monito – il suo grido disperato d’allarme – perdersi nell’oblio dell’incomunicabilità.

Il romanzo ripercorre i passi del Figlio delle Stelle attraverso le azioni di due ragazzi a noi contemporanei, i quali, introdottisi per gioco in un rudere di campagna trovano le lettere autografe che Stidduzzu, quasi un secolo prima, aveva scritto alla madre defunta.

I due conducono dunque una rocambolesca indagine, ficcandosi irrimediabilmente nei guai alla stregua di “goonies” nostrani, nel tentativo di scoprire chi fosse il personaggio misterioso celato dietro un vezzeggiativo così bizzarro, Stidduzzu, che scriveva alla madre lettere colme di amore e di dolore.

Stidduzzu 1908 – Il Figlio delle Stelle è un libro che parla di solitudine, di emarginazione, ma – nella misura in cui seguiamo le vicende dei due giovani studenti – è anche una storia che parla di amicizia, di speranza e d’avventura. Di ultraterreno, nel dialogo soprannaturale di Stidduzzu con l’universo siderale, e di terreno, nel racconto del terribile Terremoto del 1908 e della devastazione fisica e morale che comportò.

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FELTRINELLI

 

Autore: Simeone Carullo
COD: ‎9788833740614 Categorie: ,

Descrizione

A metà strada tra leggenda e fantasia, il libro racconta, attraverso gli occhi di due adolescenti del 2000, la storia di un giovane vissuto nei primi anni del ‘900 che, secondo la tradizione orale locale, avrebbe preconizzato il terribile Terremoto che devastò la città di Reggio nel 1908.

Soprannominato “Stidduzzu” perché soleva trascorrere le sue notti nella contemplazione assorta delle stelle, e per questo stesso fatto emarginato e umiliato dai suoi compaesani che lo trattavano alla stregua del classico “scemo del villaggio”, vedrà il suo monito – il suo grido disperato d’allarme – perdersi nell’oblio dell’incomunicabilità.

Il romanzo ripercorre i passi del Figlio delle Stelle attraverso le azioni di due ragazzi a noi contemporanei, i quali, introdottisi per gioco in un rudere di campagna trovano le lettere autografe che Stidduzzu, quasi un secolo prima, aveva scritto alla madre defunta.

I due conducono dunque una rocambolesca indagine, ficcandosi irrimediabilmente nei guai alla stregua di “goonies” nostrani, nel tentativo di scoprire chi fosse il personaggio misterioso celato dietro un vezzeggiativo così bizzarro, Stidduzzu, che scriveva alla madre lettere colme di amore e di dolore.

Stidduzzu 1908 – Il Figlio delle Stelle è un libro che parla di solitudine, di emarginazione, ma – nella misura in cui seguiamo le vicende dei due giovani studenti – è anche una storia che parla di amicizia, di speranza e d’avventura. Di ultraterreno, nel dialogo soprannaturale di Stidduzzu con l’universo siderale, e di terreno, nel racconto del terribile Terremoto del 1908 e della devastazione fisica e morale che comportò.